La Comunicazione Aumentativa Alternativa come strumento di relazione e consapevolezza
All’interno del progetto europeo “Bussola dell’intimità – Esplorare la sessualità e l’affettività degli adulti con disabilità intellettiva in modo sano”, la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) ha rappresentato uno degli elementi chiave del percorso formativo e di scambio tra i partner.
Il 30 ottobre, Daria Casali e Ilenia Orso de L’Arche Comunità L’Arcobaleno si sono recate a Roma per condurre un incontro di formazione presso la Comunità Il Chicco, rivolto agli assistenti, alle persone adulte con disabilità intellettiva accolte nella Comunità e ai formatori dell’Associazione KRIK della Macedonia del Nord.
L’incontro ha avuto come obiettivo quello di presentare la CAA, spiegandone il significato, i principi di base e il valore come strumento di inclusione, relazione e autodeterminazione, a partire dall’esperienza concreta maturata da oltre vent’anni nella Comunità L’Arcobaleno.
Durante la formazione, Daria e Ilenia hanno raccontato come la CAA venga utilizzata quotidianamente nella loro Comunità: per orientarsi negli spazi, per esprimere bisogni e stati d’animo, per prepararsi ad attività importanti e, soprattutto, per sostenere il dialogo con persone con bisogni comunicativi complessi, che faticano a utilizzare esclusivamente il linguaggio verbale.
Particolare attenzione è stata dedicata all’uso delle tabelle comunicative, sviluppate all’interno del progetto, che permettono di affrontare in modo chiaro e rispettoso temi spesso considerati difficili o delicati. In particolare, sono state presentate:
- le tabelle delle emozioni, utili per riconoscere, nominare e condividere ciò che si prova;
- le tabelle delle parti del corpo, strumenti fondamentali per parlare del proprio corpo, promuovere consapevolezza e favorire una comunicazione più sicura e consapevole.
Un aspetto significativo dell’incontro è stato il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità intellettiva, che hanno potuto sperimentare in prima persona l’uso dei simboli e delle tabelle, rendendo la formazione un momento vivo, partecipato e concreto.
Il confronto con gli assistenti e con i formatori di KRIK ha inoltre arricchito il dialogo, permettendo uno scambio di pratiche, domande e riflessioni tra contesti diversi, ma uniti dalla stessa attenzione alla dignità e ai diritti delle persone accompagnate.
Questo momento formativo ha rappresentato non solo un’occasione di apprendimento, ma anche un importante spazio di connessione tra i partner europei, rafforzando il senso di rete e di collaborazione che è alla base del progetto.
Ancora una volta, la CAA si è confermata non solo come uno strumento tecnico, ma come un ponte relazionale, capace di aprire possibilità di dialogo, comprensione reciproca e partecipazione attiva, anche su temi complessi come le emozioni, il corpo, l’affettività e la sessualità.
Un tassello fondamentale di un percorso che continua, fatto di formazione condivisa, scambio europeo e attenzione quotidiana alle persone.






