Formarsi insieme per affrontare affettività e sessualità: un percorso che crea consapevolezza, strumenti e rete
All’interno del progetto europeo “Bussola dell’intimità – Esplorare la sessualità e l’affettività degli adulti con disabilità intellettiva in modo sano”, i training rivolti a operatori, educatori e famiglie hanno rappresentato uno degli elementi più significativi e trasformativi dell’intero percorso.
Parlare di affettività e sessualità nella disabilità intellettiva significa entrare in un terreno delicato, spesso carico di timori, silenzi e domande irrisolte. Per molti operatori e familiari, questi temi restano difficili da affrontare, non per mancanza di attenzione o sensibilità, ma per l’assenza di strumenti, linguaggi condivisi e spazi protetti di confronto. I percorsi formativi realizzati all’interno del progetto hanno cercato proprio di rispondere a questo bisogno.
I training sono stati pensati come spazi di ascolto, dialogo e riflessione, in cui le persone coinvolte potessero partire dalla propria esperienza quotidiana per interrogarsi, confrontarsi e acquisire nuove competenze. Non si è trattato di lezioni frontali, ma di momenti partecipati, in cui teoria e pratica si sono intrecciate continuamente. I primi incontri formativi sono stati realizzati a fine ottobre 2025; gli operatori socio sanitari e gli educatori de l’Arche Comunità l’Arcobaleno hanno realizzato 2 incontri: il primo a cura dell’Associazione Il Chicco di Roma per parlare con lo psichiatra Dott. Walter Procaccio della complessità della sessualità nelle persone adulte con disabilità intellettiva; il secondo con Ljupka Topal e Stojan Andonov dell’Associazione KRIK della Macedonia del Nord per affrontare il tema delle nuove tecnologie e dei rischi ad essa collegati; come imparare ad affiancare le persone con disabilità intellettiva nell’utilizzo di smartphone, computer e tablet, e come utilizzare la tecnologia in sicurezza. Quest’ultimo incontro è stato rivolto anche a un gruppo di persone con disabilità e il dialogo con loro è stato particolarmente utile per fornire gli strumenti base per navigare in sicurezza.
“Il corso è stato molto utile perché mi ha permesso di mettere ordine in tante domande che avevo da tempo, ma che non trovavano mai uno spazio per essere espresse.”
(Alice, educatrice)
Un aspetto particolarmente apprezzato dai partecipanti è stato il taglio concreto e realistico della formazione, fortemente ancorato alle situazioni vissute nelle comunità, nei servizi e in famiglia.
“Finalmente una formazione che parte dalla vita reale. Mi sono sentita riconosciuta nelle difficoltà che vivo ogni giorno nel mio lavoro.”
(Patrizia, assistente)
“Non ci sono state risposte preconfezionate, ma strumenti per pensare, osservare e accompagnare meglio le persone.”
(Cristian, educatore)
I materiali formativi sviluppati durante il progetto – in particolare la dispensa e i supporti in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) – sono stati riconosciuti come strumenti fondamentali per facilitare il dialogo su temi complessi. L’uso dei simboli, delle tabelle comunicative e di un linguaggio accessibile ha permesso di avvicinare anche le persone con bisogni comunicativi complessi, rafforzando il diritto all’informazione, all’espressione e all’autodeterminazione.
“La parte sulla CAA mi ha aperto uno sguardo nuovo: ho capito quanto sia importante dare alle persone strumenti per parlare del proprio corpo e delle proprie emozioni.”
(Ilenia, operatrice)
Anche per le famiglie i training hanno rappresentato un momento importante di riconoscimento e sollievo. Confrontarsi con altri genitori e con professionisti ha permesso di superare il senso di solitudine che spesso accompagna questi temi.
“Come mamma mi sono sentita finalmente autorizzata a fare domande, senza vergogna o paura di essere giudicata.”
(familiare)
Un altro elemento di grande valore è stato il lavoro di rete tra i partner europei. I training non hanno solo rafforzato le competenze locali, ma hanno anche favorito una connessione profonda tra le comunità e le associazioni coinvolte, permettendo lo scambio di esperienze, approcci culturali e metodologie diverse. Questo dialogo ha arricchito tutti i partecipanti e ha contribuito a costruire una visione condivisa, pur nella diversità dei contesti.
All’interno della nostra Comunità, l’impatto del progetto è già visibile e concreto. La Community Leader utilizza i materiali formativi nei colloqui individuali e collettivi e li distribuisce a tutte le famiglie incontrate, come strumento di accompagnamento e supporto nel percorso educativo e relazionale.
Parallelamente, stiamo lavorando per garantire una diffusione più ampia dei risultati del progetto, convinti che questi temi debbano uscire dagli spazi specialistici e diventare patrimonio condiviso del territorio.
Per la Comunità l’Arcobaleno sono previsti due momenti pubblici di restituzione e diffusione.
Il primo evento si terrà il 31 gennaio 2026, in collaborazione con il Comune di Granarolo dell’Emilia (BO) e insieme ad altre associazioni del territorio che si occupano di disabilità. Durante l’incontro verrà raccontato il progetto, distribuita la dispensa con i materiali formativi e consegnato un cartoncino con un QR code che rimanderà al nostro sito, dal quale sarà possibile scaricare gratuitamente i materiali.
Crediamo che parlare di affettività e sessualità significhi parlare di dignità, diritti e qualità della vita. I training realizzati ci hanno aiutato a costruire maggiore consapevolezza, a rafforzare il dialogo tra operatori e famiglie e a sentirci parte di una rete più ampia, locale ed europea.
Un percorso che continua, fatto di relazioni, ascolto e responsabilità condivisa.











